Nacque in Austria in una famiglia con una lunga tradizione di forestali alpini, e come tale anche lui seguì la stessa carriera. Tale professione, a stretto contatto con la natura, gli permise di studiare a fondo quegli aspetti della natura di cui in seguito diventerà grande conoscitore. Le sue osservazioni avevano per oggetto l'acqua, ed i corsi d'acqua, il comportamento di vari organismi acquatici. Molte delle sue conoscenze trovarono applicazione in alcune ingegnose installazioni per spostare il legname sull’acqua, offrendo metodi non convenzionali per costruire dei muri d’acqua, sulla base di alcuni fenomeni che lui aveva osservato in natura e che, anche se erano in piena contraddizione con le comuni regole tecniche delle costruzioni su acqua, si dimostrarono tuttavia sorprendentemente efficaci. Dalle sue osservazioni emerse che l'acqua trasportata in condutture metalliche aggiunta di cloro ed ossigeno diventa un' acqua morta, al contrario se un'acqua viene fatta passare all'interno di condutture spiraliformi in senso antiorario, si rigenera. Basandosi principalmente su tale principio, è riuscito ad ottenere la cosiddetta “acqua viva”, la cui efficacia è stata però violentemente contestata ancor prima di studiarne tutti i suoi effetti, venendo quasi subito vietata dal collegio dei medici. Secondo Schauberger i due tipi di acqua, sono l'effetto di due forze presenti nella manifestazione, l'implosione e l'esplosione, la prima è caratterizzata da un movimento spiraliforme centripeto, di senso antiorario, Yang ed è caratteristico dei fenomeni vitali, della vita in genere, dell'evoluzione, della crescita, mentre la seconda è caratterizzata da un senso rotatorio spiraliforme, centrifugo, di senso orario, Yin, caratteristico dei fenomeni di distruzione, disgregazione, il motore a scoppio ne è un chiaro esempio. Tra gli sviluppi tecnici delle scoperte di Schauberger occorre menzionare il motore ad implosione, un sistema di tubi spiralati, la cui particolare forma imprime all'acqua, o qualsiasi altro liquido utilizzato, un'accelerazione che porta ad un raffreddamento ed un addensamento del liquido, all'estremità periferica di questi tubi, dove avviene l'espulsione, si producono enormi forze di repulsione. Generalmente la forza prodotta è di 10 volte quella iniziale. Questo, come altri era anche il risultato dei suoi studi sulle forme a spirale. Il geniale Schauberger applicò questa misteriosa energia della forma a spirale a tutte le sue invenzioni, studi e ricerche. Partendo dalla spirale, concepì anche dischi volanti, sottomarini, sistemi di pulizia del gas, oltre ad alcuni apparecchi di produzione non convenzionale dell’energia elettrica. I suoi sottomarini erano chiamati “bio-tecnici” ed erano formati da “tubi avvolti” che erano legati in nodi . Questi tubi si assottigliavano in punta facendo in modo così che l’acqua che passava in essi si muovesse a vortice. Agendo insieme in un certo modo, il passaggio dell’acqua in questo insieme di tubi forma quindi un potente vortice che agisce generando così una forza di spinta all’indietro o di respinta, che viene usata per spostare il sottomarino. Le sue formulazioni erano basate, in particolare sull'osservazione delle trote. Osservando il modo in cui le trote riuscivano a rimanere immobili controcorrente per poi scattare via rapidamente in brevi istanti, egli riuscì a
capire che in natura esistono linee di energia e correnti di forza che le trote, ed altre creature del mondo animale, utilizzano per spostarsi. Secondo Schauberger l'utilizzo di tubi avvolti a spirale permette di "agganciarsi" a tali linee di forza. Se ne deduce che  aggiungendo energia, tramite l'avviamento di una turbina all'interno di un sistema energetico a spirale, è possibile attingere a queste linee forza e ottenere una produzione di energia illimitata, non spiegabile secondo le leggi della fisica classica. Questo concetto si concretizzò con la realizzazione del motore antigravitazionale, un motore elettrico montato su una macchina basata su questa concezione, che utilizzava come carburante acqua viva, aria ed una minima quantità di energia per avviare la turbina. Una volta avviata la turbina si creava una zona di bassa pressione a livello atomico che permetteva l'accesso a questa forma di energia riuscendo a generare il fenomeno dell'antigravità. Questa particolare forma di energia è identificabile con l'etere, definita da Einstein come quinta forza, tale concetto è noto anchecome “vuoto” (da intendersi come un vuoto pieno di energia).  Schauberger, che in molti dei suoi scritti dimostra una grande conoscenza dell'argomento, lo definisce come l'energia primigenia, la quintessenza da cui tutto ha origine...questa energia è assimilabile concettualmente a un fluido da cui hanno origine anche le altre forme di energia conosciute, come quella elettromagnetica e quella elettrica. L’etere che arriva nella nostra dimensione proviene in realtà dalle dimensioni più alte in particolar modo dalla 4° e 5° dimensione...è una energia quindi che si sposta nelle dimensioni essendo questa stessa energia a formarle a seconda della frequenza vibratoria.
La creazione di quest'energia e strettamente collegata ad un movimento rotatorio a spirale centrifugo in cui l'energia converge verso il centro, mentre il movimento rotatorio a spirale centripeto al contrario disperde energia, l'energia viene portata verso l'esterno rendendo utile una minima quantità di energia mentre la maggior parte viene sprecata inutilmente. La nostra società sembra irrimediabilmente votata all'esplosione piuttosto che all' implosione: il motore a scoppio, le reazioni nucleari, o l'utilizzo di combustibili per la produzione di energia, ne sono un chiaro esempio. Schauberger comprese questi concetti ed oggi, dopo ottanta anni, non possiamo non riconoscere la veridicità delle sue parole.

 


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